Nel 1462 un agronomo di Padova, Giovanni di Castro, riconobbe nelle rocce di Tolfa il minerale che fino ad allora arrivava solo dall'Anatolia: l'allume. Il pontefice Pio II ne fece subito un monopolio, e per cinque secoli queste montagne hanno tinto la lana d'Europa.
Il borgo di Allumiere nacque per i minatori. Tolfa fu la città dei mercanti: case-magazzino col fondaco al piano terra, ferrovia per il porto di Civitavecchia, taverne piene di accordi su carta da bollo. I mastri minatori erano un'aristocrazia operaia — pagati a quintale, vivevano con i loro strumenti e una catena di buttero al cinto.
L'ultima galleria chiuse nel 1941. Oggi i pozzi sono murati, le case dei minatori sono diventate seconde case di romani. Ma i nomi delle vie sono ancora quelli ("Via del Pozzo", "Vicolo della Fornace"), e nelle famiglie del paese si ricordano i racconti dei nonni: la festa per il primo carico, la frana del '38, il silenzio del giorno in cui fu chiusa l'ultima miniera.